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03 febbraio 2026 — Ramzi Chamat

Immobiliare svizzero a fine 2025: ripresa confermata e divari territoriali

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La fine del 2025 segna un chiaro punto di inflessione per l'immobiliare residenziale in Svizzera. Dopo diversi esercizi dominati dall'attesa, il mercato ha ritrovato una dinamica leggibile. I prezzi sono di nuovo in aumento, i volumi di transazione cessano di diminuire e l'attività di costruzione si stabilizza. Nell'esecuzione effettiva dei progetti, questa congiunzione cambia profondamente la natura delle decisioni: ridiventano possibili, ma rimangono esigenti.

Questo barometro di fine anno non mira a commentare variazioni marginali. Cerca di comprendere cosa rivelano i numeri del mercato reale: un mercato eterogeneo, vincolato dall'offerta, sostenuto da una domanda resiliente e attraversato da divari regionali sempre più strutturanti.

Contesto strutturante

Il 2025 è il primo anno, dal 2021, in cui i principali indicatori evolvono simultaneamente nella stessa direzione. I prezzi di vendita, le transazioni e l'attività di costruzione residenziale sono usciti dalla zona di stagnazione. Questo riallineamento non è trascurabile: pone fine a un periodo in cui ogni segnale positivo era neutralizzato da un altro fattore, che si trattasse dei tassi, dell'inflazione o del blocco dell'offerta.

Sul campo, questa normalizzazione si è tradotta in una migliore leggibilità. I divari tra le aspettative dei venditori e le capacità di finanziamento degli acquirenti si sono ridotti. Le decisioni non sono più rapide, ma sono tornate razionali. Questo contesto spiega perché il 2025 è percepito come un anno di stabilizzazione attiva piuttosto che un semplice rimbalzo tecnico.

Problematica centrale

La questione non è più se il mercato sia ripartito, ma come funzioni d'ora in poi. La ripresa osservata si basa su un recupero congiunturale o su squilibri strutturali più profondi?

Questa distinzione è determinante. Un mercato sostenuto unicamente da condizioni finanziarie favorevoli rimane vulnerabile. Un mercato trainato da un'offerta durevolmente limitata e da una domanda strutturale conserva, invece, una traiettoria più prevedibile. Ignorare questa sfumatura espone a letture semplicistiche e ad arbitraggi mal calibrati, soprattutto in un paese dove l'immobiliare si iscrive per natura in un tempo lungo.

Nuovi standard e dinamiche di prezzo

Nel 2025, i prezzi degli appartamenti sono aumentati del 3,1%, mentre quelli delle case singole sono cresciuti del 2,4%. È il secondo anno consecutivo di accelerazione, dopo un ciclo 2022–2023 nettamente più moderato. Questo rialzo è tanto più significativo quanto l'inflazione annuale è stata nulla: i guadagni osservati sono integralmente reali.

Gli appartamenti sovraperformano le case per il quarto anno consecutivo. Questa tendenza riflette vincoli ben identificati: scarsità del suolo, densificazione delle zone urbane e arbitraggi di bilancio delle famiglie. Il segmento delle case, a lungo in ritardo, ha tuttavia ampiamente recuperato il suo distacco. Il mercato appare oggi più omogeneo di quanto non lo fosse ancora nel 2022.

Lettura geografica delle evoluzioni

Nei quindici principali agglomerati del paese, quattordici registrano un aumento annuale dei prezzi degli appartamenti. La Svizzera centrale si distingue nettamente. Zugo e Lucerna mostrano progressioni superiori al 5%, confermando l'attrattiva duratura della regione. Zurigo prosegue una traiettoria solida, sostenuta da un profondo bacino economico e da un'offerta strutturalmente vincolata.

Al contrario, Lugano rimane in ritardo, con un calo dei prezzi che prolunga una debolezza osservata da diversi anni. Questo scollamento non è congiunturale. Riflette squilibri più profondi legati alla domanda, alla demografia e a un eccesso di inventario.

A livello cantonale, Svitto si distingue con una progressione superiore all'8% per gli appartamenti. Zugo, i Grigioni e Friburgo completano il gruppo di testa. Il Ticino rimane l'unico cantone in territorio negativo, confermando una sottoperformance diventata strutturale. Questi divari ricordano che il mercato immobiliare svizzero non si legge mai attraverso una media nazionale.

Implicazioni operative e contrattuali

Queste divergenze regionali hanno conseguenze molto concrete. Laddove l'offerta si contrae, i tempi di vendita si accorciano e i margini di negoziazione si riducono. A Zugo o a Svitto, un immobile si vende in media in poco più di due mesi. Le condizioni contrattuali ne risultano rafforzate: pressione accresciuta sui finanziamenti, requisiti più severi e concorrenza più visibile tra acquirenti.

Al contrario, nelle regioni in cui gli stock si accumulano, i tempi superano frequentemente sei mesi. Il Ticino illustra questa situazione, con un volume di annunci senza equivalenti nel resto del paese. In questi mercati, la liquidità diventa il fattore determinante. I venditori devono adeguare le loro aspettative, sia sul prezzo che sul calendario.

Transazioni e liquidità del mercato

Dopo tre anni di calo, i volumi di transazione sono aumentati di circa il 7% nel 2025. Questo aumento segna una rottura, ma rimane relativo. L'attività è ancora inferiore di circa un terzo rispetto ai livelli del 2021 e al di sotto della media di lungo termine.

In pratica, questa ripresa è spiegata da uno sblocco progressivo della domanda latente. I nuclei familiari che avevano posticipato la loro decisione tra il 2022 e il 2024 sono gradualmente tornati sul mercato, incoraggiati da condizioni di finanziamento diventate più prevedibili. I tassi ipotecari a lungo termine si sono stabilizzati intorno all'1,6–1,7%, mentre i finanziamenti a breve termine mostrano costi effettivi inferiori all'1%.

Offerta, costruzione e squilibrio strutturale

L'attività di costruzione residenziale ha cessato di diminuire nel 2025. L'indice settoriale è tornato al suo livello di riferimento per la prima volta in due anni. Questo recupero rimane tuttavia insufficiente per compensare il deficit accumulato.

La domanda continua a superare l'offerta in gran parte del paese. La crescita demografica, alimentata da una migrazione netta sostenuta, esercita una pressione costante sul parco esistente. Parallelamente, la durata media di detenzione degli immobili rimane elevata, limitando il rinnovo dello stock. A medio termine, questo squilibrio strutturale non può essere corretto rapidamente.

Lettura strategica e a lungo termine

Le prospettive per il 2026 si iscrivono in continuità. La crescita dei prezzi dovrebbe moderarsi, intorno al 2-3%, senza scivolare nella stagnazione. Una congiuntura economica più debole mantiene condizioni di finanziamento molto favorevoli, sostenendo la domanda senza creare surriscaldamento.

I mercati più vincolati, in particolare nella Svizzera centrale, dovrebbero continuare a sovraperformare. Altre regioni, con surplus di offerta, potrebbero conoscere una crescita nulla. Questa divergenza non è un rischio sistemico: riflette un mercato giunto a maturità, dove i fondamentali locali prevalgono sulle dinamiche nazionali.

Conclusione

Il 2025 non ha segnato un'impennata, ma un ritorno all'equilibrio. Il mercato immobiliare svizzero funziona nuovamente in modo coerente, sostenuto da una domanda resiliente e da un'offerta durevolmente vincolata. I divari territoriali si rafforzano, ma non indeboliscono l'insieme. Costituiscono ormai la loro chiave di lettura principale.

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