31 maggio 2023 — Ramzi Chamat
Prospettive dei tassi d'interesse in Svizzera per giugno 2023

Dopo i significativi e rapidi aumenti dei tassi d'interesse attuati dalle banche centrali nazionali negli ultimi mesi e trimestri, la pressione inflazionistica è diminuita, ma rimane comunque superiore all'obiettivo del 2%. Tuttavia, questi rapidi aumenti dei tassi d'interesse hanno comportato alcuni effetti indesiderati nel sistema bancario, come l'insolvenza di diverse banche statunitensi, tra cui Silicon Valley Bank (SVB) e Signature Bank. Inoltre, il conflitto sul tetto del debito americano ha tenuto i mercati con il fiato sospeso negli ultimi giorni.
Le banche centrali si trovano quindi di fronte a una decisione difficile in vista della prossima riunione sui tassi d'interesse prevista a giugno. Continueranno a perseguire il loro obiettivo di lotta all'inflazione aumentando nuovamente il tasso di riferimento, o segnaleranno una pausa, o addirittura un cambio di rotta?
Il tasso d'inflazione negli Stati Uniti ha registrato un leggero calo, attestandosi al 4,9% ad aprile, raggiungendo così il livello più basso da aprile 2021. Questo dato è anche inferiore alle aspettative del mercato, che prevedevano un'inflazione del 5%. Nonostante questa diminuzione, la Federal Reserve americana (Fed) ritiene, secondo la sua attuale valutazione, che l'inflazione rimanga elevata e che i dati economici siano più solidi del previsto, il che non consente un rapido cambio di rotta in materia di politica monetaria e tassi d'interesse. L'ultimo aumento dei tassi di riferimento da parte della Fed risale al 3 maggio, con un rialzo di 0,25 punti percentuali, portandoli al 5,25%. La Fed continua quindi a lottare contro l'inflazione.
Dal canto suo, anche la Banca Centrale Europea (BCE) ha aumentato il suo tasso di riferimento all'inizio di maggio, con un aumento di 0,25 punti percentuali, portandolo al 3,75%. Sebbene il tasso d'inflazione nell'Eurozona rimanga elevato, è diminuito considerevolmente ad aprile, attestandosi al 6,4% rispetto al 6,9% di marzo. Contrariamente alla Svizzera o agli Stati Uniti, la BCE ritiene che sarà necessario aumentare nuovamente in modo significativo e secondo il ritmo abituale i tassi d'interesse per riportare il tasso d'inflazione il più rapidamente possibile nell'intervallo obiettivo del 2%.
In Svizzera, il tasso d'inflazione ha registrato una diminuzione ad aprile, attestandosi al 2,6% rispetto al 2,9% del mese precedente. Si tratta del livello più basso da aprile 2022. Questa evoluzione è attribuita alla forza del franco svizzero, alle misure protezionistiche e agli aumenti salariali moderati, il che mantiene l'inflazione a un livello relativamente basso rispetto ad altri paesi nel mondo. Tuttavia, nonostante questa diminuzione, la pressione inflazionistica persiste in Svizzera.
Molti indicatori suggeriscono sempre più chiaramente una futura attenuazione dei prezzi. In questo contesto, molti analisti si aspettano che la Banca Nazionale Svizzera (BNS) aumenti solo leggermente il suo tasso di riferimento a giugno. Il valore esterno del franco svizzero e il prezzo dell'elettricità giocheranno un ruolo decisivo nel determinare se l'inflazione in Svizzera scenderà nuovamente al di sotto della soglia del 2% nei prossimi mesi.


