OAKS GROUP SA

25 settembre 2026 — Ramzi Chamat

Votazione del 27 settembre: l'accesso alla proprietà al centro del dibattito ginevrino

OAKS GROUP SA | Image Votazione del 27 settembre: l'accesso alla proprietà al centro del dibattito ginevrino

Il 27 settembre 2026 i ginevrini si esprimono sulla legge «Affinché gli inquilini possano, se lo desiderano, diventare proprietari della propria abitazione». Approvato dalla maggioranza di destra del Gran Consiglio e contestato da un referendum dell'Asloca, l'associazione degli inquilini, il testo tocca un tema centrale per il cantone: l'accesso alla proprietà in uno dei mercati più tesi della Svizzera.

Un mercato dell'alloggio allo stremo

Al 1° giugno 2026 il tasso di sfitto ginevrino è sceso allo 0,31 %, ossia tre alloggi liberi ogni mille. Erano disponibili solo 682 immobili, di cui 108 in vendita. Quasi 8000 persone attendono un alloggio sovvenzionato e ogni programma a prezzo controllato nelle zone di sviluppo attira migliaia di candidature.

Nel frattempo, il tasso di proprietari a Ginevra resta fermo al 18 %, contro una media svizzera del 36 %. È in questo contesto di stallo che si inserisce la votazione.

Cosa cambia la legge

Dal divieto delle «disdette-vendita» nel 1985, la LDTR regola rigorosamente la vendita di appartamenti locati: richiede il consenso del 60 % degli inquilini dell'edificio e l'assenza di un interesse pubblico contrario. In pratica, acquistare l'alloggio in cui si vive è diventato quasi impossibile.

Il nuovo testo elimina queste due condizioni, ma ne introduce altre cinque:

  • l'inquilino acquirente deve occupare l'alloggio da almeno tre anni;
  • l'acquisto deve essere liberamente consentito;
  • il prezzo al m² non può superare il prezzo medio nelle zone di sviluppo;
  • l'acquirente deve abitare l'immobile per cinque anni dopo l'acquisto, per evitare la speculazione;
  • gli altri inquilini devono avere la garanzia di non essere costretti ad acquistare.

Gli argomenti in campo

Per l'Asloca, l'abolizione della regola del 60 % e dell'interesse pubblico aprirebbe la porta al ritorno delle disdette-vendita. Gli inquilini sarebbero tutelati solo dal diritto federale della locazione, ritenuto poco protettivo. Il parco locativo accessibile rischierebbe di ridursi, poiché gli alloggi a pigione bassa sarebbero i primi a essere venduti.

Per la Camera immobiliare ginevrina (CGI), questi timori sono infondati. Una disdetta contestata richiede anni, dopodiché il proprietario dovrebbe ancora attendere tre anni per vendere a un prezzo plafonato di circa 7000 CHF/m², ben al di sotto di quanto un investitore istituzionale pagherebbe per l'intero edificio. La legge riguarderebbe in pratica solo il 20 % circa del parco detenuto da privati, con un effetto marginale sull'offerta locativa, dando però una spinta alla proprietà.

La nostra lettura

Qualunque sia l'esito, questa votazione ricorda una realtà strutturale: a Ginevra l'offerta non tiene il passo con la domanda, sia in affitto sia in proprietà. Il tetto di prezzo al livello delle zone di sviluppo e l'obbligo di occupazione per cinque anni orientano chiaramente il dispositivo verso l'uso proprio piuttosto che verso l'investimento.

Per proprietari e futuri acquirenti la sfida di fondo resta la stessa: produrre più alloggi e rendere più fluidi i percorsi abitativi. È proprio il ruolo della promozione immobiliare, che rimane la leva più duratura contro la penuria.

Fonte: 20 minutes, «Votations du 27 septembre : à Genève, la bataille fait rage autour de l'accès à la propriété», settembre 2026 — leggi l'articolo.

Indietro

Utilizziamo i cookie per misurare il traffico del sito. Potete accettare o rifiutare.